Che la Politica sia in forte crisi è un fatto incontrovertibile. Cresce sempre di più la sfiducia nella politica e nelle istituzioni, si allarga il distacco tra il mondo reale e il mondo in cui si trovano immersi i “potenti”. Siamo di fronte ad una democrazia rappresentativa,senza rappresentanza e ci troviamo a vivere una nuova grande e grave crisi morale per la politica e per le istituzioni. Da tutto ciò, nasce questo sentimento di antipolitica, di populismo, di sfiducia nella Politica/partitica, emerso anche con il V-day organizzato da Grillo. E la politica è lì,sta a guardare. I cittadini chiedono, hanno bisogno di decisioni,di fatti concreti che corrispondano alle parole e alle promesse che hanno ascoltato prima di scegliere. Il presidente Napolitano invita le giovani generazioni ad “avvicinarsi alla politica per rinnovarla”. È proprio di questo che c’è bisogno. Di Rinnovamento e di Giovani. C’è la necessità di creare forme nuove di fare politica. Promuovere la partecipazione dei cittadini alla Politica è oggi un imperativo. Creare un rapporto continuativo tra cittadini e politici è infatti indispensabile, per non legittimare i potenti a fare ciò che gli “conviene”.C’è il problema Calabria,in profonda crisi sociale e morale. Il fallimento delle politiche dell’attuale governo regionale, e i forti e incontrastati legami economici-politici-mafiosi, che permettono alla mafia di permanere e influenzare le istituzioni. C’è un senso di sfiducia verso questa politica e verso questo consiglio regionale, che ha tradito le aspettative e i sogni di rinnovamento e “pulizia” che gli elettori dell’Unione sognavano. Abbiamo perso con il governo Loiero, forse l’ultimo treno, verso la nuova politica. Per far cambiare la Calabria c’è bisogno di un impegno concreto della classe politica e del popolo calabrese, per uscire da questa “normalità-anormalità” che è diventata la cultura mafiosa. Non è certo facile, specialmente quando economia,politica, mafie e istituzioni sono in sintonia, ma è l’unica strada per il nostro futuro. La mafia è forte laddove vi è una classe politica debole, la mafia è forte laddove non vengono tutelati i diritti dei cittadini e garantito loro un salario sufficiente e un lavoro sicuro. In Calabria c’è bisogno di politica, di diritti minimi, di giustizia e trasparenza, di fiducia verso le istituzioni. C’è bisogno della cultura delle istituzioni e della legalità, come diceva Borsellino “Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi è perché ritenuta più efficiente dello Stato”; è compito quindi della politica, della scuola e di ognuno di noi, rovesciare questo processo perverso, formando la cultura dello Stato e delle istituzioni. Noi giovani comunisti abbiamo un ruolo importante in questo processo di rinnovamento, un ruolo che può essere svolto soltanto se noi ci differenziamo da questo paradigma politica-economia-mafia, soltanto se siamo davvero affianco ai cittadini/e, ai lavoratori e le lavoratrici, presenti in ogni lotta sociale a tutela dei diritti, e “a rompere le scatole” a chi non adempie ai propri doveri. Anche per questo nasce la nostra incompatibilità con la permanenza nel governo regionale. Non è possibile stare contemporaneamente con Loiero e poi rassicurare la nostra base e il nostro popolo. Peccheremo di incoerenza. Per i giovani comunisti della federazione di Catanzaro la sfida ora è la prima conferenza di organizzazione che stiamo cercando di organizzare, affinchè si costruisca una piattaforma programmatica e un percorso comune insieme ai movimenti giovanili, che sia la guida alla nostra azione politica, e riesca a creare le basi per una nuova stagione di diritti e lotte sociali nella nostra provincia e in Calabria.
Di Cello Raffaele
Segreteria Provinciale Giovani Comunisti – Federazione Catanazaro
fonte: pagina on-line di informazione a cura dei GC Federazione di Catanzaro

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