di Raffaele Spada. PLATANIA – Si registra un peggioramento della situazione delle strade interne che portano alle frazioni, lungo tutte le strade che collegano il centro di Platania con alcune frazioni, a causa delle frane e degli smottamenti causati dalle lunghe piogge di questo inverno, come già anticipato dal Quotidiano lo scorso gennaio, in occasione della frana nella frazione di Sambate. A lanciareun preoccupato allarme il circolo di Rifondazione comunista di Platania per il rischio di isolamento di piccole comunità che fanno parte integrante del paese. Percorrendo le strade che portano alle numerose ed affollate frazioni di Mercuri, Panetti, Pietra, Campo Chiesa, Sambate ed altre località platanesi gli esponenti del circolo di Platania hanno constatato che la situazione non è assolutamente migliorata. La strada che porta alle suddette frazioni, infatti, risulta sempre più dissestata e sta quasi per essere completamente invasa da una frana che interessa tutta la zona. A meravigliare Rifondazione questa volta, però, non sono stati i cumuli di terra per le strade, o la scuola di Sambate quasi inghiottita da una frana ma, le grandi crepe createsi lungo la strada asfaltata nei pressi di località Cuvoli. Queste ultime qualche settimana fa non erano presenti o almeno presenti di queste dimensioni. A parere del circolo di Rifondazione «queste lesioni rappresentano un grande pericolo per gli automobilisti e per tutti i nostri concittadini e preoccupa anche la circostanza che non siano state segnalate in alcun modo dalle autorità. Subito dopo una curva, per esempio, ci si trova sopra queste grandi crepe! Ne un segnale di avviso, niente. Più si scende e più la situazione peggiora. Come già danoi denunciato il rischio di dissesto idrogeologico in queste località diventa sempre più grave». Gli esponenti del circolo di Platania fanno notare inoltre che «il rischio idrogeologico è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche al territorio, quindi pensiamo che l’abbandono dei terreni e delle frazioni, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’apertura di cave di prestito, l’occupazione di zone di pertinenza fluviale, il prelievo abusivo di inerti dagli alvei fluviali, la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto di queste zone.
fonte: il quotidiano della calabria


AVIS-SCUOLA DI PALLAVOLO





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