I componenti del circolo di Rifondazione Comunista di Platania e diversi cittadini platanesi si dissociano dalle celebrazioni ufficiali della “Festa delle Forze Armate” che si terranno a Platania giorno 8 novembre. Accogliamo la proposta dell’associazione Beati costruttori di pace, del movimento non violento, di Pax Cristi, di PeaceLink e di tutti gli operatori di pace che lavorano quotidianamente sui luoghi di guerra e giorno 8 novembre giorno dedicato, dalla nostra amministrazione comunale, alle vittime della inutile strage della prima guerra mondiale, scenderemo in piazza per ricordare questo evento non come una festa ma come un lutto. La prima guerra mondiale costo’ all’Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di piu’ di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, i territori ottenuti con la “vittoria” della guerra, che erano gia’ stati concessi all’Italia dall’Austria in cambio della non belligeranza. A morire fu la meglio gioventù, strappata ai campi e ai loro affetti, figli di lavoratori mandati al fronte con la minaccia dei plotoni di esecuzione alle spalle. Non fu il compimento della missione risorgimentale: con la neutralità l’Italia avrebbe ottenuto molto di più e risparmiato al suo popolo tragedie destinate a pesare negli anni successivi. Si palesò la vera natura criminale della monarchia dei Savoia, si esautorò il parlamento, si sospesero le libertà fondamentali, si ingrassarono gli industriali ed i profittatori di ogni tipo. Fu il fascismo – che si nutrì di questa retorica militarista – a proclamare il 4 Novembre festa della “Vittoria”. RIFONDAZIONE COMUNISTA mentre ricorda le vittime di ogni nazionalità di quella “inutile strage”, denuncia il tentativo del ministro della difesa Ignazio La Russa di recuperare tutta la retorica sulla 1° Guerra Mondiale già smontata dalle ricerche storiche. Vogliono celebrare la guerra di allora per meglio giustificare quelle di oggi! Negli ultimi anni una tale ricorrenza è servita anche e soprattutto per legittimare nell’immaginario collettivo le azioni dei vari governi negli scenari di conflitto internazionale (Yugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libano). Tali interventi vengono fatti passare come azioni di pace (missioni di pace, guerre umanitarie), mentre non sono altro che operazioni volte al controllo geopolitico di intere aree, e quindi delle vere e proprio azioni di guerra.
7/11/2009
Circolo Prc Platania

AVIS-SCUOLA DI PALLAVOLO





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